Qualche dubbio sulle ultime discussioni sulla finanziaria....
mercoledì, agosto 30, 2006
In questi giorni si discute sull’entità della manovra finanziaria. Se farla da 30 miliardi oppure da 35, se spalmarla su un anno o su due. Le nuove ed inaspettate entrate del fisco infatti fanno emergere nuove idee e nuove prospettive....

Non si capisce qual’è l’entità di queste nuove entrate. Alcuni ministri sembrerebbe che già le hanno stanziate per qualcosa. Chi per le missioni internazionali, chi per diminuire le tasse, chi per delle politiche sociali ecc. Evidentemente sono di dimensioni tali da spingere in avventurose dichiarazioni i nostri politici. Purtroppo, questa è un’opinione personale, temo di no. Forse le lobby economiche e non solo si stanno facendo sentire, e i partiti sono preoccupati di non perdere voti, senza pensare che scelte coraggiose sarebbero in grado di fargliene avere di nuovi....

Mi domando se nel nostro paese le tasse si pagano solo in base al debito pubblico e alle esigenze contingenti, oppure, come in teoria è nei paesi civili, si pagano e basta. Chi le paga ha il diritto di dire la sua: sono troppo alte, sono troppo basse, meglio calibrarle su altre entrate e così via. Oppure di mettere bocca su come utilizzarle....

Ma il nostro è uno strano paese. I dati delle denunce dei redditi fanno molto pensare, se si sta a questi, un bar guadagnerebbe 13000 euro all’anno, una gioielleria 16000 e avanti così. Dati che quantomeno sollevano qualche dubbio. Eppure questi personaggi sono in prima fila come lamentele sia sull’entità delle tasse che sul loro utilizzo....

Prima di pensare a nuove tasse, come la minimum tax proposta dal segretario della CISL, bisognerebbe far pagare quelle che già ci sono e che in larga parte vengono evase. Non penso che ci sia da inventare granché, basterebbe potenziare le forze dell’ordine, come la guardia di finanza, e ovviamente controllare. Gli studi di settore sono un primo passo ma da soli non bastano, e ci vuole una loro “manutenzione”....

Il nostro paese è ancora fermo alla discussione sul perché occorre pagare le tasse e se è lecito non pagarle. Ci vorrebbe un passo avanti, spostare la discussione sul come pagarle e quanto pagare, non sul se pagare o no. Ma evidentemente l’evasione fiscale fa parte del nostro costume almeno quanto la pizza e il mandolino....

Così oggi una rondine fa primavera, abbiamo qualche entrata in più e già si parla di diminuire il carico fiscale, forse a discapito di quei lavoratori dipendenti e di quelle famiglie che si trovano in una situazione di disagio. Non penso che una finanziaria così ballerina sia in grado di dare una soluzione ai gravi e tanti problemi del paese. Bisognerebbe assumere, una volta tanto, un atteggiamento più serio. Se ci sono nuove entrate questa è una cosa normale, vista l’entità dell’evasione fiscale, non gettarsi in dichiarazioni quantomeno opinabili al primo euro in più che entra in cassa....

Decidere l’entità del carico fiscale in base al debito che si ha è legittimo. Ma decidere quasi esclusivamente in base a quest’ultimo lo è un po meno. A meno che non si pensi che i problemi del paese trovino soluzione con 10 miliardi in più in cassa....

Personalmente ho la sensazione di uno stato di emergenza ormai diventato cronico. Se si trova la ben che minima soluzione a qualche problema, questa volta è il debito pubblico visto che l’Europa ci impone di diminuirlo, perché continuare a preoccuparsi, perché continuare con una politica che faccia della lotta all’evasione fiscale e alla corruzione il suo fulcro??

(pubblicato su bloggoverno)
 
posted by Federico Perazzoni at 9:34 AM | Permalink


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