L’Università, un buco nero per le casse dello stato??
sabato, settembre 02, 2006
Chi ha qualche esperienza nelle Università di provincia, e non solo, ha cognizione di un mondo fatto, quasi esclusivamente, di raccomandazioni e inutilità, nei casi migliori. In alcuni casi si arriva a scandali sessuali e corruzione....

I professori sono dei moderni baroni, con un controllo sul proprio dipartimento degno di un Luigi XIV. Molti di loro lo gestiscono in modo dispotico e inefficiente. Sono capaci eccome di lamentarsi, tanto da essere considerati dall’opinione pubblica delle vittime. In realtà non è affatto così sono tutt’altro. Sono dei carnefici, delle nostre tasse e del nostro sviluppo....

Non vogliono che le aziende si avvicinino alla loro fortezza, per conservare quelli che sono privilegi medioevali. Così non si produce quasi nulla di utile per i cittadini, quando si produce qualcosa, raramente aggiungerei. Tra una chiacchiera al bar e un giro in facoltà passano le giornate....

Le lezioni e gli esami sono un fastidioso impegno per molti di loro. Un cartello per dire alla società: “guardate qualcosa stiamo facendo”....

Penso che ogni soldo dato a questo tipo di Università sia un soldo buttato. Se non cambia l’organizzazione interna, con un ruolo determinante delle aziende, questo sistema è solo una macchina brucia quattrini....

Tanto vale continuare a tagliare. Iniziare a chiudere qualche Università e qualche dipartimento, quelli che abbiano raggiunto livelli di inefficienza indecenti. Chi non ha visto in televisione quell’intero corridoio, con cartelli sulle porte aventi quasi tutti lo stesso cognome??

Ma c’è anche chi si lamenta, perché a suo modo di vedere non si fa abbastanza per proteggere quest'isola di baronie e privilegi, è il ministro Mussi, che qualche tempo fa minacciava di uscire dal governo, se si tagliavano fondi all’Università. Personalmente penso sia ora che certi personaggi escano dalla politica....

Negli Stati Uniti ad esempio, l’Università viene finanziata in larga parte dalle aziende private. Questo modello è esportabile anche in Italia, c’è bisogno che i progetti degli atenei siano utili alla società....

Lo stato sarebbe opportuno che finanziasse dei progetti. Mettendosi come terza parte tra il mondo delle aziende e quello accademico. Chiudendo se necessario i dipartimenti non compatibili con il principio d’interesse collettivo....

Quale progetto universitario, in Italia, ha avuto qualche premio per la sua validità a livello industriale?? Ad esempio Google, negli USA, è frutto di una collaborazione tra Università e industria....

Anche se ci sono “pochi” punti di eccellenza, essi non rappresentano la media. Resto profondamente convinto che senza un cambiamento radicale, il denaro speso sia quasi tutto sprecato....

(pubblicato su bloggoverno)
 
posted by Federico Perazzoni at 2:45 AM | Permalink


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