Le "zone grigie"....
mercoledì, febbraio 14, 2007
Personalmente ho apprezzato parte dei discorsi che hanno fatto Pierferdinando Casini e Sandro Bondi. In occasione dell'assemblea parlamentare indetta per discutere dei recenti arresti di presunti appartenenti alle brigate rosse....

Sia Casini che Bondi, come Gasparri e Maroni hanno chiesto alla sinistra di fare chiarezza su alcune figure, entrate a far parte del governo e di alcune amministrazioni locali. Persone che hanno ucciso e hanno provocato delle gravi tensioni sociali....

Ma Casini e Bondi si spingono più in la e evocano una sorta di "tolleranza zero". Una sorta di analisi della sinistra estrema, quella chiamata anche “radicale”....

Casini dice al ministro degli interni di fare azioni concrete, come non aumentare la dose di droga per cui prospettare un reato civile e non penale. Bondi invece punta il dito contro fantomatici personaggi che non avrebbero espresso la propria vicinanza a un Silvio Berlusconi bersaglio delle BR. Maroni e Gasparri chiedono espressamente di chiudere i centri sociali, o almeno alcuni di essi....

Ma questi personaggi: Bondi, Gasparri, Casini e Maroni applicano lo stesso metodo anche quando si tratta di vedere cosa accade in casa propria?? Che dire ad esempio di Marcello Dell'Utri?? Pienamente attivo nell' organizzazione di manifestazioni e eventi per la propria parte politica, lo stesso Dell'Utri per cui esistono prove, come filmati video e intercettazioni telefoniche, che dimostrano al di la di ogni ragionevole dubbio l'esistenza di suoi rapporti con la mafia siciliana. Che dire di Cesare Previti?? Condannato per aver corrotto. Che dire di Cuffaro?? Per il quale esistono anche qua prove e addirittura ammissioni, che indicano un rapporto tra la mafia e l'amministrazione regionale siciliana da egli guidata. Rapporto sembrerebbe finalizzato, ad esempio, ad alcune scelte strategiche in campo sanitario, sanità siciliana che poi è una delle più disastrate d'Italia. E Andreotti?? candidato dalla CDL alla presidenza del Senato, sul quale pesa una sentenza di prescrizione della Cassazione, sentenza che parla di rapporti tra lo stesso Andreotti e la mafia siciliana....

Per non parlare poi di Silvio Berlusconi, per cui esistono prove, come intercettazioni telefoniche e assunzioni nelle proprie abitazioni (stallieri per intenderci), che legittimano quantomeno un sospetto sull'esistenza di rapporti tra il leader della CDL e la mafia. In questo caso sono state chieste a Silvio Berlusconi, da parte di Bondi, Gasparri, Casini e Maroni delle spiegazioni?? Sono state chieste con lo stesso zelo con cui si chiede al centro-sinistra di fare chiarezza??

Per finire in una serie di amministratori regionali, provinciali e comunali, nonché parlamentari della CDL, che rappresentano, per la loro inconfutabile vicinanza alle mafie attive al sud, un sottobosco pericoloso per la stabilità e il progresso della nostra democrazia. Anche con taluni personaggi viene applicata la “tolleranza zero”?? Anche qua è lecito pensare ad una contiguità tra la CDL e la mafia??

Certo sarebbe opportuno che il centro-sinistra facesse chiarezza su alcune delle sue "zone grigie". Ma sarebbe opportuno che anche la CDL facesse qualcosa di analogo....

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posted by Federico Perazzoni at 8:51 PM | Permalink


1 Commenti:


At 9:51 PM, Anonymous SKA

Inutile dire che appare quantomeno singolare, se non totalmente ridicolo, una richiesta di "legalità" da parte dei seguaci(sì, seguaci, si può dire) di Forza Italia e del proprio leader, o di un Casini qualsiasi che si è affrettato (da Presidente della Camera) ad annunciare la propria "vicinanza morale" prima a Dell'Utri condannato per concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso in primo grado e poi ad Andreotti condannato, ma assolto con prescrizione sempre per lo stesso reato sino al 1980.
Così come è ancora più ridicolo Maroni che chiede legalità in questo caso, quando lui stesso faceva parte dell'ultra-sinistra in Democrazia Proletaria (legato a Lotta Continua), indagato per "reati legati al vilipendio dell'unità nazionale" e condannato per "per resistenza a pubblico ufficiale".
Così come il proprio capo Bossi condannato più volte per "vilipendio alla bandiera italiana".

Inutile dire che ci si ricorda della legalità solo quando fa comodo, ma bisogna altrettanto fare attenzione a questo tipo di discussioni, si rischia di allontanare l'attenzione dall'organizzazione terroristica o pseudo-terroristica che si stava ricomponendo.
Non è certo coi mali degli altri, che si giustificano i propri.

Un saluto

 

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